Mi pose un sacco di domande, quella ragazza non sapeva nulla del mondo. Non conosceva la complicata giostra che ci faceva viaggiare tutti. Sembrava vivere in un mondo diverso, parallelo e quasi ovattato.- Vuoi diventare la mia serva umana? - dissi direttamente ma sorridendo. Questo forse l'avrebbe spaventata, la parola servo non piaceva mai agli umani. Chissà forse lei era diversa, forse capiva la differenza tra un servo normale ed uno umano... Avrebbe forse posto delle condizioni specifiche? Non sapevo nulla di lei solo che mi era apparsa e che la volevo.
Il mio cuore e il mio desiderio sono così lontani Sono sola ora Sento il lento battito girare veloce Niente più respiro Sto ritornando nel mio stesso inferno
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A quella domanda, istintivamente mi portai una mano alla gola. La sua serva umana significava che dovevo donargli il mio sangue? Ma a furia di essere morsa non sarei diventata anche io un vampiro come lui? Oltre a questo, essere i suoi occhi di giorno sarebbe stato come essere la sua serva dopo tutto. Lo guardai stranita: - Ciò che cosa comporta esattamente?.. Se io voglio diventare un "umana" qualsiasi devo comunque essere i tuoi occhi di giorno giusto?.. Non sarebbe uguale? - Ero sempre più confusa, e lui non mi dava altro che altre domande, senza darmi delle risposte.
Era sempre più confusa e questa volta pareva volersi allontanare da me anche se l'attiravo con il mio potere. - Mi dispiace di non saperti dare quello che vuoi... Se desideri conoscere di più sul mondo dei vampiri e del master recati allla chiesa dei vampiri e chiedi di malcom... Lui ti spiegherà tutto - non desideravo andare via ma gli impegni mi chiamavano... Dovevo fare il mio numero nel circo! Era una cosa a cui non mancavo mai soprauttto quando erano presenti persone importanti. - Se vuoi restare... Potrai vedere la mia opera... - sorrisi malizioso e poi l'abbracciai cingendole forte la vita e leccando il suo collo piano inspirai il suo profumo. - Non diventerai vampiro a meno che io non lo voglia! - la lasciai andare e mi leccai le labbra.
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Rabbrividii per il contatto che ebbi con lui. Nemmeno con mia madre mi ero mai veramente abbracciata. Per fortuna durò solo pochi secondi e il mio potere questa volta non si manifestò come doveva. Presi fiato sollevata mentre le sue parole rimbombavano ancora nella mia testa. Lui era il master, per cui era lui che decideva del destino di noi poveri umani. Deglutii a vuoto mentre lo osservavo. La chiesa de vampiri mi avrebbe dato delle risposte.. Ma avevo paura.. Guardai il vampiro: - Non mi faranno niente giusto? - Avevo bisogno di certezze.. Avevo bisogno di sentirmi dire che sarebbe andato tutto bene e che non mi stavo immischiando in qualcosa di più grosso di me.
Si stava rilassando tra le mie braccia e forse era giunto il momento per me di mostrarle cosa significasse essere vampiro. - Alla chiesa non ti faranno nulla... La legge non lo permette e poi basterà che tu dica che sei andata per mio conto. Malcom capirà all'istante. - sorrisi con il mio solito modo di fare accattivante. Non mi piaceva l'idea di lasciarla andare sola alla chiesa dei vampiri ma era una cosa che doveva imparare per conto suo. Senza il mio aiuto. La sua inesperienza doveva essere colmata. Altrimenti sarebbe stato tutto inutile.
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Mi tolsi dal suo abbraccio e annuii: - Dirò che sono andata per conto tuo.. - Glielo dissi per fargli intendere che ci sarei andata. Speravo che bastasse la parola e basta, anche se avevo alcuni dubbi. Lo guardai per un ultima volta prima di dire: - Devo tornare qua per dirti la mia risposta? - Come faceva dopo tutto a sapere se avrei accettato o meno? L'idea però di tornare li non mi piaceva molto, ma per realizzare il mio sogno, forse avrei fatto anche questo piccolo sforzo.
Sarebbe andata alla chiesa dei vampiri per trovare le risposte che cercava. Non riuscivo a capire come mai non ci fosse andata prima... Tutti erano curiosi sulla vita dei vampiri lei ne pareva terrorizzata. Non la conoscevo bene però sapevo di potermi fidare. Lei avrebbe detto di si! - Non è necessario che ritorni per una risposta - sorrisi malizioso. L'avrei incontrata in sogno...
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Annuii e continuai a guardarlo. Per la prima volta lo guardai come uomo e non come vampiro e scoprii che in un certo senso mi attraeva, ma quel pensiero venne scacciato subito dalla mia mente: forse era anche quello uno dei suoi trucchetti, e non volevo cascarci come una pera cotta. - Allora.. Me ne vado.. - Dissi prima di uscire. Ovviamente non me ne andai subito.. Ero curiosa di vedere che ruolo aveva nel circo il "master".
Lasciai che uscisse dal mio locale privato. Forse sarebbe rimasta per vedere la mia magnificenza o forse sarebbe scappata alla chiesa dei vampiri. La cosa mi stuzzicava... Ora però dovevo occuparmi del mio spettacolo. Mi preparai come di consueto. Gli abiti erano quelli più belli che avessi. Usavo sempre gli stessi perchè avevano dentro di se un grande ricordo. Il mio passato... La mia vita di "nobile" schiavo... Di colui che non doveva essere. Inspirai profondamente anche se per i vampiri non era necessario. Uscì dal mio camerino e mi diressi sul palco. Le luci colorate di verde m'ill'uminarono appena il corpo. La gente che guardava era terrorizzata. I pagliacci della scenografia li fissavano maligni come anche io li fissavo in questo momento. Il mio potere nella sala era palpabile ogni persona dal più piccolo al più grande dal più alto al più basso dal più stupido al più intelligente. Ogni sguardo era per me. Mi bramavano perchè io ordinavo loro di farlo. La mia voce echeggiò allora nella sala gremita... - Il servo divenuto signore... Il ragazzo divenuto uomo... La mortalità divenuta immortalità....- si espanse come una carezza e tutti sospirarono con me. Io rimasi a fissarli nel buio solo per qualche istante poi mi mostrai a loro. In quel preciso istante tutti spinsero per poter venire a toccarmi ci provarono come degli esseri senz'anima. Sorrisi divertito e poi feci entrare le mie lamie. Esse s'insinuarono vicino hai corpi delle persone come stupende donzelle procando in ogniuno dei presenti delle reazioni particolarmente libidinose. Di tutta quella passione io mi nutriii. Non potevo farne a meno era il mio sostentamento la mia forza ed il piacere di ogni presente qui. Si girarono a fissarmi quando oramai il rito era finito. Si guardarono e videro che ora la loro pelle brillava di luce. Come le fate... Si resero conto di essere felice ed intimoriti. Ricordavano cosa era successo. Paura ed entusiasmo si mescolò nei loro cuori. Le lamie allora tornarono da me. Si nasconsero nell'oscurità ed anche io lo feci, mentre tutto invocavano il mio nome desiderando ancora quella passione.
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